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La Struttura
di ricerca

Visione tridimensionale della molecola del DNA. Cliccare sull'immagine per approfondimenti
DOVE IL PROF. FIUME FRANCESCO HA SVOLTO L'ATTIVITA' DI RICERCA E SPERIMENTAZIONE NEL SETTORE DELL'ORTICOLTURA


Settore disciplinare AGR/04


Posizione geografica del Centro di Ricerche per l'Orticoltura:

40° 38' 54,93" latitudine Nord;
14° 53' 29,28" longitudine Est;
m 34 di altitudine s.l.m.
Presentazione

La Struttura di ricerca

I progetti di ricerca

Le pubblicazioni scientifiche

Il curriculum

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Le Società scientifiche

I Congressi internazionali

I Congressi nazionali



L'Istituto Sperimentale per l'Orticoltura (ISOR), con sede in Pontecagnano (Salerno) e giurisdizione nazionale, fu istituito con il DPR 23/11/1967 nº 1318 sul riordino della sperimentazione agraria, che interessò altri 21 Istituti, subentrando alle soppresse Stazioni Agrarie Sperimentali di Milano e di Ascoli Piceno.
L'Istituto Sperimentale per l'Orticoltura, al pari degli altri Istituti sperimentali, é un istituto scientifico e tecnologico che ha il compito di provvedere alla ricerca ed alla sperimentazione agraria.
Esso ha grado pari agli Istituti scientifici universitari.
E' un ente di diritto pubblico sottoposto alla vigilanza ed alla tutela del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, l'attuale Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (MiPAF).
L'Istituto Sperimentale per l'Orticoltura, con sede in Pontecagnano (Salerno) provvede fondamentalmente agli studi ed alle ricerche riguardanti il miglioramento genetico delle specie e varietà orticole, la tecnica di coltivazione delle medesime, ivi compresa la coltura protetta e quella idroponica, anche ai fini della successiva fase di conservazione, secondo le esigenze poste dallo sviluppo dell'economia agricola nel contesto dei mercati interni ed internazionali.
L'Istituto si articola in 6 Sezioni operative di cui 4 centrali. Dispone di una sede centrale comprensiva di un Ufficio di Amministrazione e di quattro Sezioni Operative Centrali: Biologia, Fisiologia e Difesa; Miglioramento genetico; Tecniche colturali; Tecnologia e Commercializzazione. Le due Sezioni operative periferiche, hanno sede rispettivamente a Montanaso Lombardo (Lodi) ed Ascoli Piceno.
L'Istituto Sperimentale per l'Orticoltura, con il DPR 23/11/1967 nº 1318, subentra alla Stazione agraria sperimentale di ortofrutticoltura di Milano ed alla Stazione agraria sperimentale di Ascoli Piceno, i cui patrimoni fisici, culturali e scientifici, con le esperienze multidecennali, sono ereditati dall'Istituto.

Il primo Direttore dell'Istituto Sperimentale per l'Orticoltura di Pontecagnano è stato il Prof. Sergio Porcelli, illustre agronomo, che assunse la direzione del prestigioso Istituto nel 1974, dopo aver vinto il pubblico concorso nazionale. Egli proveniva dall'Istituto Sperimentale Agronomico di Bari, dove, giovanissimo, in qualità di Sperimentatore, si era formato, ricevendo l'eredità scientifica e culturale di illustri Maestri quali C. Ulpiani, E. Pantanelli, V. Carrante. Merito principale dell'illustre Maestro, il Prof. Porcelli, fu l'acquisizione dell'azienda agraria sperimentale e la costruzione della sede centrale dell'Istituto, invidia e vanto di tutto il mondo della ricerca in agricoltura. Nella realizzazione di questo Progetto, il Prof. Porcelli poté avvalersi della collaborazione del Direttore generale del Ministero dell'Agricoltura Dott. Domenico Martucci, allora Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'Istituto, del Direttore amministrativo Dott. Mario De Maffutiis e, per la parte scientifica e tecnica, degli allora Sperimentatori Dott. Francesco Fiume e Dott. Raffaele D'Amore.
Con il D.L. n° 454 del 17/10/1999 l'ISPORT fa parte del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA), nel quale sono riuniti gli Istituti sperimentali (IRSA) vigilati dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.


La Sede Centrale



Ingresso istituto Facciata Istituto
Ingresso dell'Istituto Sperimentale per l'Orticoltura - Sede Centrale, dove sono ubicati gli Uffici Amministrativi e le quattro Sezioni Operative Centrali. Facciata dell'Istituto; al primo piano, da sinistra: gli Uffici dei ricercatori, l'Ingresso principale ed i Laboratori; al secondo piano: la Biblioteca e gli Uffici amministrativi.



La Biblioteca



Biblioteca Biblioteca
La Biblioteca con libri specialistici, riviste scientifiche e copie di tutte le pubblicazioni dell'Istituto. La Biblioteca dove si osserva la postazione con le Riviste scientifiche e tecniche nazionali.



L'Ufficio del Ricercatore ed il Centro di Informatica



ufficio del riceratore centro d'informatica
L'ufficio del riceratore, arredato semplicemente, ma funzionalmente. Vi troviamo normalmente il posto di lavoro, 1 o 2 classificatori, un armadio, una macchina da scrivere o il PC ed altri conforts che consentono uno svolgimento produttivo e tranquillo dell'attività di ricerca. Il Centro d'informatica costituito da un PC ed accessori vari per il collegamento ad internet, per la tabulazione e l'elaborazione statistica dei dati della ricerca, per l'allestimento delle presentazioni ai congressi e delle pubblicazioni scientifiche e per altri importanti servizi.



La microscopia



microscopio, stereo e microfotografia stereomicroscopio per il flusso laminare
Il reparto di microscopia ottica della Sezione di Biologia, Fisiologia e Difesa comprende un microscopio che ingrandisce fino a 1000-1500x (obiettivo ad immersione), uno stereomicroscopio per l'osservazione tridimensionale del preparato e l'attrezzatura completa per la microfotografia. Uno stereomicroscopio usato sotto flusso laminare orizzontale. E' di valido aiuto, per esempio, nelle operazioni di isolamento del patogeno fungino, nell'ottenimento della coltura monoconidica e nella purificazione del fungo mediante la tecnica della singola ifa.
centralina d'inclusione in paraffina e citocentrifuga microtomo
La centralina per l'inclusione in paraffina per allestire rapidamente un preparato incluso in un cubetto di paraffina. La citocentrifuga per l'allestimento del vetrino, dove il preparato diventa particolarmente sottile, senza particolari manipolazioni, poichè é schiacciato sul vetrino portaoggetti dalla sola forza centrifuga. Il microtomo permette di effettuare delle sezioni del preparato incluso in paraffina in modo sottile ed in maniera sequenziale.



I Laboratori



Bancale completo,armadio regolabile per i cicli termici e di luce, bilancia analitica, invertoscopio ed altre attrezzature Una visione parziale del bancale, una piccola autoclave, la lavavetreria e un distillatore
Bancale completo, armadio per cicli termici e di luce, invertoscopio ed altre attrezzature standard. Vi sono anche strumenti per studi di ecofisiologia come il Licor 4000 per la misura della fotosintesi.
Attrezzatura per la PCR (polymerase chain reaction)
Attrezzatura per la PCR. Dionex per la chimica analitica di anioni e cationi.
Cromatografia in HPLC Laboratorio sementi e flusso laminare orizzontale
Gascromatografia in HPLC. L'HPLC è un sofisticato metodo di analisi che ha svariate applicazioni, come la purificazione, la separazione e l'identificazione delle sostanze presenti in una soluzione. Il suo utilizzo richiede la conoscenza dei metodi per misurare l'efficienza della colonna di separazione, dei vari tipi di fase mobile (eluizione isocratica, con gradiente, e politipica), delle interazioni che si instaurano tra la soluzione campione e la fase stazionaria e la fase mobile, dei rivelatori che segnalano la risposta con i picchi del cromatogramma, il loro meccanismo di funzionamento ed i loro limiti. Il Laboratorio sementi e la cappa a flusso laminare orizzontale compartecipano a costitutire il Laboratorio di micropropagazione e delle colture in vitro che include pHmetri, autoclavi, la camera di coltura e celle climatiche per il primo ambientamento delle piante. In queste ultime è possibile controllare e programmare cicli diurni di temperatura (5-45° C), di luce e di buio, di umidità relativa. In altre celle è possibile realizzare, mediante microprocessori, diversi livelli di illuminazione, cicli di temperatura e di umidità. Inoltre è disponibile una camera fredda per la conservazione di materiale vegetale e di germoplasma.


Alcune norme di comportamento per coloro che frequentano i Laboratori

Il laboratorio di Colture in vitro non presenta rischi di particolare gravità per l’incolumità degli utenti, tuttavia alcune norme di comportamento sono d’obbligo.
La zona più rischiosa è quella dove si trova la cappa a flusso laminare, in quanto, in essa, trovano posto un becco Bunsen e stufe per la sterilizzazione a secco degli attrezzi che rappresentano la principale fonte di rischio.
La lampada Bunsen ha la funzione di consentire la sterilizzazione degli oggetti che non possono essere introdotti nell’inceneritore come ad esempio i contenitori sia in vetro che in plastica, presenta una fiamma libera e come tale sono necessarie tutte le precauzioni dovute in tali casi.
La descrizione delle operazioni da svolgersi sotto cappa metterà in evidenza i rischi relativi e come comportarsi in caso di incidente: