Ravanello


Sistematica del ravanello (Raphanus sativus L., 1758) sec. il sistema Cronquist
Superdominium/Superdominio: Biota
Domain/Dominio: Eucariota (Eukaryota o Eukarya/Eucarioti)
Kingdom/Regno: Plantae (Plants/Piante)
Subkingdom/Sottoregno: Tracheobionta (Vascular plants/Piante vascolari)
Superdivision/Superdivisione: Spermatophyta (Seed plants/Piante con semi) Division/Divisione: Magnoliophyta (Flowering plants/Piante con fiori)
Class/Classe: Magnoliopsida (Dicotyledons/Dicotiledoni)
Subclass/Sottoclasse: Dilleniidae
Order/Ordine: Capparales
Family/Famiglia: Brassicaceae Burnett, 1835
Genus/Genere: Raphanus

Sistematica del ravanello (Raphanus sativus L.) sec. il sistema APG II
Angiosperme
Eudicodiledoni
Eudicotiledoni o Angiosperme tricolpate
Nucleo delle tricolpate
Roside
Euroside II
Brassicales
Brassicaceae
Genus/Genere: Raphanus



Il nome generico (Raphanus) deriva dalla voce greca raphanos (e successivamente dal latino raphanus) che a sua volta è collegata alla radice greca raphys (che significa rapa) e al persiano antico rafe il cui significato approssimativo è “rapida apparizione” alludendo alla rapida germinazione dei semi di queste piante. Ma la parola raphanos potrebbe anche avere un collegamento ad un’altra radice greca raphis il cui significato è “rafide” o “ago”, alludendo in questo caso alla forma sottile e allungata di alcune radici di queste piante.
Il nome specifico (sativus) significa letteralmente “ciò che è seminato”, indica quindi una pianta seminata e coltivata dall'uomo.
Il binomio scientifico attualmente accettato (
Raphanus sativus
) è stato proposto da Carl von Linné (nato a Rashult, 23 maggio 1707 e deceduto Uppsala, il 10 gennaio 1778), biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione Species Plantarum del 1753.
In lingua tedesca il ravanello si chiama “garten-rettich”; in francese si chiama “radis cultivé”; in inglese si chiama “garden radish”.
La pianta e i fiori di Raphanus sativus possono essere facilmente confusi con quelli del Raphanus raphanistrum. Un semplice metodo per distinguere le due specie è quello di osservare i frutti. Nella siliqua di Raphanus sativus i semi sono molto ravvicinati mentre per il Raphanus raphanistrum i semi sono più distanziati e la siliqua si restringe notevolmente per poi riallargarsi tra un seme e il successivo assumendo una forma più caratteristica (siliqua a strozzature).

Origine e diffusione
Il Ravanello o rapanello è una pianta erbacea coltivata per l'ipocotile ingrossato, comunemente chiamato radice, di sapore più o meno piccante e di consistenza piccante. In Italia è coltivato su una superficie di circa 1.000 ettari, per 3/4 in pieno campo e 1/4 in coltura protetta. Il prodotto è destinato soprattutto al mercato interno.
Quest’ortaggio, originario delle zone della Cina e del Giappone, dove è conosciuto e apprezzato da più di tremila anni, viene coltivato principalmente per le radici, la parte commestibile, che possono essere di diverso colore (rosso, bianco, verde), forma e grandezza. Si tratta di una annuale, con ciclo vegetativo molto breve. La parte aerea si presenta con delle foglie lobate abbastanza piccole coperte da una peluria sulla pagina superiore. Alla base della pianta, invece, le foglie sono più piccole e picciolate. I fiori, insignificanti, di colore bianco violaceo raggruppati in gruppi, sbocciano 3 mesi dopo la semina e da questi si formano dei frutti a siliqua di colore rosso scuro.

Caratteristiche botaniche
La pianta di ravanello (figura 1) può raggiungere l’altezza massima di un metro (minima 20 cm; altezza media 30 cm). Il ciclo biologico è biennale (la fioritura avviene nel secondo anno) e la pianta è monocarpica, ossia produce un solo frutto all’anno. In certi casi può essere definita anche a ciclo annuo oppure perenne. La forma biologica è terofita scaposa (T scap).
Le piante terofite sono quelle che, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme. Le piante terofite si distinguono in:

Ritornando al ravanello la pianta è erbacee ed è munita di asse fiorale eretto con poche foglie. Ma possono le piante di ravanello possono essere definite anche emicriptofite scapose (H scap), ossia piante con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve.
Le piante emicriptofite si distinguono in cespitose, reptanti, scapose, rosulate, biennali (H bien) quando hanno un ciclo vivente biennale, scandenti (H scand) quando presentano un portamento rampicante.
Tutta la pianta di ravanello è fondamentalmente glabra.

Figura 1 – Pianta, tipicamente terofita scaposa, in piena fioritura, di ravanello.



Radici
La radice è del tipo a fittone ingrossato, con varie forme (figura 2). Questa radice ha la caratteristica di accumulare inizialmente al suo interno diverse quantità di sostanze nutritive per poi essere utilizzate durante lo sviluppo successivo del fiore e del frutto. È questo il motivo per cui la radice si gonfia così notevolmente. Il colore normalmente è rosso vivo, ma vi sono molte varietà con colori diversi. Nelle specie selvatiche la radice tende a regredire in una forma sottile. Nelle varietà coltivate la forma è molto varia (rotonda, globosa, semi-lunga, lunga). Le dimensioni delle radici sono la larghezza di 0,5–45 cm, la lunghezza di 1–100 cm. In Cina ed in Giappone la varietà longipinnatus LH Bailey possiede una radice da 50 kg di peso e 1 m di lunghezza, con rosette basali enormi di circa 2 m di diametro.

Figura 2 – Radici fittonanti di ravanello, tipicamente ingrossate, di colore rosso, di forma rotondeggiante ed allungata.



Fusto
La parte ipogea del fusto è assente, mentre quella epigea è eretta e ramosa in alto (figura 2). La superficie nella parte bassa è sparsa di setole riflesse o peli globulosi (lunghi 2 mm).

Foglie
Le foglie inferiori (quelle basali) sono picciolate, lirate e divise in segmenti (normalmente 7 o più lobi). Il segmento terminale (apicale) è più grande ed ha una forma tonda; quelli laterali sono più piccoli ed hanno una forma ovale o oblunga e possono essere intercalati da altri segmenti più piccoli. Tutti i segmenti sono variamente dentati. Le foglie superiori (progressivamente ridotte) sono intere a forma lanceolata o ovale e con bordi dentati. La lunghezza del picciolo è di 1–30 cm, lunghezza delle foglie basali è 4–8 cm, le dimensioni del lobo apicale sono, la larghezza 2–3 cm; la lunghezza 2–4 cm. La dimensione degli altri lobi laterali è: la larghezza di 3–6 mm; la lunghezza di 8–12 mm (figura 3).

Figura 3 – Foglie di ravanello.



Infiorescenza e fiore
L'infiorescenza (figura 4) è formata da un racemo terminale e aperto composto da diversi fiori (nessuno dei quali in posizione apicale), con un brevi pedicelli. La fioritura avviene nel secondo anno di vita della pianta.
I fiori sono ermafroditi, dissimmetrici, cioè a due piani di simmetria, tetrameri (calice e corolla composti da 4 parti). I fiori non sono molto grandi e sono colorati di violetto, rosa-lillacino o bianco-rosato, ma a volte anche giallognolo. Il diametro del fiore è di 15–25 mm. La formula fiorale è la seguente:

K 2+2, C 4, A 2+4, G 2 (supero)


Il calice è formato da 4 sepali a volte screziati di violetto, eretti e addossati alla base dei petali. La lunghezza dei sepali è di 7–8 mm, la larghezza di 1–2 mm.
La corolla è costituita da petali, in posizione alternata ai sepali, in numero di 4 a forma obovato-obcordata, lievemente biloba; sono inoltre unguicolati. La superficie presenta delle vistose nervature di colore più scuro. Le dimensioni dei petali sono la lunghezza di 1–15 mm e la larghezza di 3–8 mm.
L’androceo è formato dagli stami in numero di 6 didinami (2 brevi e 4 lunghi), privi di appendici; le antere sono sagittate. La lunghezza dei filamenti è di 5–12 mm, la lunghezza delle antere è di 1,5–2 mm.
Il gineceo è formato dall’ovario, bi-carpellare, supero di forma oblungo-lineare, sormontato da uno stilo con stimma capitato, cioè ingrossato nella parte apicale per il formarsi di ramature (figura 5).
La fioritura avviene da maggio a settembre; l’impollinazione è entomofila.

Figura 4 – Infiorescenza e fiori di ravanello.



Figura 5 – Particolari dei fiori bianchi e rosa di ravanello.



Frutto e seme
Il frutto è una siliqua rigonfiata nella zona centrale e ristretta all’apice (figura 6). Da un punto di vista anatomico è formata da due segmenti: una parte inferiore senza semi e una parte superiore semi-infera terminante con un becco. Le dimensioni di questo frutto sono tali per cui è quattro volte più lungo che largo. Non è deiscente lungo le due valve come le altre silique (delle specie di altri generi della stessa famiglia). Il frutto contiene diversi semi (figura 7) disposti nella direzione longitudinale e sono separati uno dall’altro da setti spugnosi trasversali. Tra un seme e l’altro la siliqua è appena strozzata (non così vistosamente come nelle altre specie dello stesso genere). Alcune serie di semi sono aderenti alla placenta che è molto fine. La superficie del frutto è percorsa da 6–8 solchi longitudinali. Le dimensione dei frutti sono, la larghezza di 8–15 mm e la lunghezza di 30–70 mm. La lunghezza del becco è di 10 – 15 mm.

Figura 6 – Siliqua ancora immatura di ravanello.



Figura 7 – Semi di ravanello.



Il terreno
Cresce bene nei terreni ben sciolti, che permettono alla radice una più facile crescita e contenenti un alto tasso di sostanza organica.

La semina
La pianta va seminata nel periodo che va da febbraio fino a luglio. Nei primi due mesi la semina deve essere effettuata in un luogo protetto, mentre nei mesi successivi può essere effettuata all’aperto, sia a spaglio che a file. Nel primo caso, la semente dovrà essere distribuita il più uniformemente possibile sul terreno, evitando di spargere la semente in modo troppo fitto, perché ciò impedirebbe la crescita di molte piante. Nella semina a file, invece, è opportuno lasciare 7-8 cm di distanza tra una fila e l’altra, per favorire la crescita delle radici. In entrambi i casi si consiglia di effettuare un diradamento delle pianta lasciando solamente le più vigorose.

Irrigazioni frequenti
Questa essenza, visto la velocità di crescita, può essere seminata anche tra altri ortaggi a ciclo vegetativo più lungo. La pianta teme le temperatura molto elevate e le siccità: per questo motivo è opportuno irrigare frequentemente. La mancanza d’acqua di solito rende anche molto amare e piccanti le radici. Per evitare che il terreno si inaridisca troppo velocemente è necessario tenerlo sempre sgombro da piante infestanti che concorrono all’assorbimento di acqua e di sali minerali.

Varietà
Le varietà coltivate sono numerose e vengono classificate in base alla forma e colore della radice od alla stagione di coltivazione. Le varietà più diffuse in Italia per i ravanelli tondi e rossi sono Cherry Belle e Saxa, per quelli bianchi ed oblunghi Candela di Ghiaccio, mentre per i ravanelli rossi ed oblunghi Candela di Fuoco, Ravanello Lungo o Torino o Tabasso.

Ravanello tondo e rosso, tipo Cherry.

Varietà di ravanello rosso e lungo.

Varietà di ravanello bianco e lungo.


La raccolta
La raccolta avviene un mese dopo la semina, quando le radici sono ben sviluppate. Se la semina viene effettuata durante il periodo estivo il tempo di raccolta viene posticipato di 40 giorni.

Avversità
I parassiti più pericolosi sono sia gli adulti che le larve di altica del cavolo che divorano le foglie. In caso di attacchi di questo parassita è opportuno trattare il ravanello con dei prodotti a base di diazinone.

Il ravanello è una verdura poco consumata in Italia anche perché risulta difficile da digerire. Negli altri paesi europei invece è molto usata ed addirittura viene consumato cotto.
Vediamo come si impiega il ravanello nella cucina italiana, anche in considerazione di alcune importanti proprietà nutritive

PULIRE IL RAVANELLO
Quando si decide di acquistarlo bisogna fare attenzione che non sia morbido al tatto. Per pulirlo al meglio, bisogna togliere la punta e le foglie e poi lasciarlo in acqua fredda per un bel po’ per farlo diventare ancora più croccante.. Ricordarsi infine che puo' essere conservato in frigorifero, ma che deve essere consumato prima cle le sue foglie si affloscino.

CUCINARE IL RAVANELLO
In Italia il ravanello è usato esclusivamente crudo. Inserito nelle varie insalate dona un gusto proprio particolare che da più gusto alle vostre verdure. Spesso si utilizza per fare delle guarnizione ai piatti, nei sandwich e nel pinzimonio.

VALORE NUTRITIVO DEL RAVANELLO
Non tutti sono a conoscenza del fatto che la parte utilizzata della pianta é la sua radice, per questo i ravanelli piu' gustosi sono quelli piu' piccoli. Quelli piu' grandi, invece, rischiano di essere legnosi.
Il sapore pungente e la polpa bianca e croccante aggiungono gusto sia alle insalate che al pinzimonio, e si rivelano un'ottima e soprattutto leggera guarnizione per piatti a base di carne o pesce.
Il ravanello è molto ricco di fibre, di vitamine B e C e di ferro, sodio, calcio, fosforo e contiene solo 11 calorie per 100 g di prodotto pulito. Purtroppo contiene alcune sostanze che rendono difficile digerirlo perciò è importante ben regolarsi con le quantità.
Con riferimento alle sue proprieta' fitoterapiche, tradizionalmente si sa che il ravanello ha proprieta' diuretiche e depurative. Svuota la cistifellea, é un efficace calmante della tosse, ed é molto utile, sotto forma di centrifugato con un'aggiunta di miele, durante le bronchiti catarrali. Inoltre, questa versatile pianta si puo' rivelare efficace come coadiuvante naturale nella cura di disturbi quali l'inappetenza, l'epatismo, i reumatismi, l'asma e quasi tutte le affezioni polmonari. In caso di calcoli alla colecisti o d'insufficienza epatica puo' rivelarsi utile bere mezzo bicchiere del suo succo prima dei due pasti principali.
Il ravanello è conosciuto fin dall'epoca dei Romani e dei Greci e, secondo la medicina antica, avevano la proprieta' di favorire il sonno.
Il ravanello può servire per preparare una crema che, spalmata sul viso, può essere utile per attenuare le macchie derivanti dalla tintarella estiva. Si prendono una decina di ravanelli e del sale da cucina. Si tagliano a fette e si lasciano per circa mez­z'ora in un colino, con sale per far eliminare l'acqua. Si frullano e si stende la polpa sul viso. Sciacquare dopo mezz'ora.




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