Prezzemolo



Sistematica del Prezzemolo

sec. il sistema Cronquist
Dominium/Dominio: Eucariota (Eukaryota o Eukarya/Eucarioti)
Regnum/Regno: Plantae
SubRegnum/Sottoregno: Tracheobionta (Piante vascolari)
Superdivisio/Superdivisione: Spermatophyta (Piante con semi)
Divisio/Divisione: MagnoliophytaCronquist, 1996 (Piante con fiori)
Subdivisio/Sottodivisione: MagnoliophytinaFrohne & U. Jensen ex Reveal, 1996 (Piante con fiori)
Classis/Classe: Rosopsida Batsch, 1788
SubClassis/SottoClasse: Cornidae Frohne & U. Jensen ex Reveal, 1994
SuperOrdo/SuperOrdine: SuperOrdo/SuperOrdineAralianae Takht., 1967
Ordo/Ordine: Araliales Reveal, 1996
Familia/Famiglia: Apiaceae Lindl. 1836, o Umbelliferae Juss., 1789
Subfamilia/Sottofamiglia: Apioideae Seem. 1866
Tribus/Tribù: Apieae
Genere: Petroselinum J. Hill, 1756

Sistematica del Prezzemolo:

sec. il sistema APG II
Regnum/Regno: Plantae
Clade: Angiosperme
Clade: Eudicodiledoni
Clade: Angiosperme tricolpate
Clade: Nucleo delle tricolpate
Clade: Rosidi
Clade: Eurosidi I
SubClassis/SottoClasse: Cornidae Frohne & U. Jensen ex Reveal, 1994
SuperOrdo/SuperOrdine: Aralianae Takht., 1967
Ordo/Ordine: Araliales Reveal, 1996
Familia/Famiglia: Apiaceae Lindl. 1863, o Umbelliferae Juss., 1789
Subfamilia/Sottofamiglia: Apioideae Seem. 1866
Tribus/Tribù: Apieae
Genere: Petroselinum J. Hill, 1756



Importanza economica, origine e diffusione
Il prezzemolo è chiamato comunemente in francese “Persil commun”, in inglese “Parsley”, in spagnolo: “perejil”, in portoghese “sals”, in tedesco “Petersilie” o “Blattpetersilie” in danese “persille”, in svedese “Bladpersilja” o “Persilja”, in arabo بقدونس “Baqdunis”, مقدونس “Maqdunis”.
Il prezzemolo é originario dell’area mediterranea ed era conosciuto dai Romani come pianta medicinale. Verso il 1500 s’ incominciò a considerarla pianta alimentare, dapprima in Italia e successivamente in Inghilterra e Germania.
In Italia è destinata a questa coltura (dati Istat, 2002):
La distribuzione di seme di prezzemolo in Italia è riportata nella tabella 1.

Tabella 1 - Distribuzione di seme di in Italia.
Regione kg di seme
Piemonte
Valle d’Aosta
Lombardia
Trentino Alto Adige
Bolzano
Trento
Veneto
Friuli Venezia Giulia
Liguria
Emilia Romagna
Toscana
Umbria
Marche
Lazio
Abruzzo
Molise
Campania
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
Sardegna
ITALIA
Nord
Centro
Mezzogiorno
1.420
22
5.315
2.045
1.755
290
2.370
1.337
1.122
10.354
1.926
637
1.542
2.148
1.071
70
3.031
433
40
416
673
1.780
37.752
23.985
6.253
7.514


Le regioni più importanti sotto questo punto di vista sono l’Emilia e Romagna, il Piemonte e la Campania. Le regioni dove la coltivazione del prezzemolo è praticamente inesistente sono la Valle d’Aosta, la Basilicata ed il Molise.
In Italia, la superficie coltivata per la produzione di semente di prezzemolo, nel 2008, è stata di 58 ha, facendo registrare un decremento rispetto agli anni precedenti (ettari 113, 90 e 130, rispettivamente nel 2006, 2004 e 2002).

Caratteri botanici, biologia e fisiologia
Tre sono le specie di prezzemolo che si possono coltivare e che sono di seguito elencate:
Petroselinum hortense questa specie, come le altre sopra menzionate, come è stato già detto, ha origine nell’area del Mediterraneo, è utilizzata soprattutto in cucina per insaporire minestre, pesce, sughi. Di questa pianta si usano tutte le parti tranne le radici. I fiori sono piccoli. Questa specie di prezzemolo gradisce un terreno di tipo leggero e ricco di sostanza organica.
Petroselinum crispum, non è molto coltivata in Italia, viene usata soprattutto in cucina come elemento decorativo per i piatti serviti nelle regioni della Scandinavia. Come dice il nome stesso, questo prezzemolo ha foglie ricce.
Sono poi note delle suddette specie alcune varietà botaniche delle quali la più nota è Petroselinum sativum var. tuberosum che si coltiva per la radice commestibile, simile ad una carota (figura 1a).
Petroselinum sativum é la più importante delle tre specie ed è abbastanza diffusa in coltivazione, tant'è che se ne distinguono almeno le seguenti tre varietà botaniche, diverse per dimensione, forma, intensità dell’aroma delle foglie: Petroselinum sativum var. typicum, Petroselinum sativum var. crispum e Petroselinum sativum var. latifolium, la cui denominazione e di per sé abbastanza indicativa.
La specie é biennale. la coltura ortiva si conclude entro l’anno, mentre quella da seme richiede una fase di vernalizzazione ed un'altra di fotoperiodo lungo.

Figura 1a - Petroselinum sativum var. tuberosum si coltiva per la radice commestibile.

Figura 1b – Una ricca fioritura con le tipiche ombrelle a fiori bianchi di Petroselinum sativum.


La montata a fiore avviene naturalmente, in Nord Italia, nella primavera del secondo anno di età della coltura: questo e il motivo principale per cui il prezzemolo da foglia deve essere riseminato ogni anno, quantunque il ricaccio dopo il taglio, anche ripetuto, sia molto facile. L’altezza della pianta in fioritura non supera i 100-150 cm; le foglie dell’asse fiorale hanno forma diversa e dimensione minore di quelle della rosetta non sono utilizzate per il consumo. L’infiorescenza (figura 1b) ad ombrella composta, simile come forma e funzionamento a quella della carota, è però più piccola. Anche questa specie, prevalentemente allogama è spesso visitata, durante la fioritura, da insetti pronubi.
La forma biologica è H scap (pianta erbacea perenne, eretta).
Periodo di fioritura é V-VI.
Il tipo corologico é E-Medit (coltiv). Lo sviluppo può avvenire ad un’altitudine che va da 0 a 1500 m s.l.m.

Varietà
“Comune Gigante d’Italia” (figura 2): detto anche Sellerina. Di buon sviluppo e di abbondante resa non dovrebbe mancare in ogni orto di famiglia e di comunità in genere. Varietà coltivabile sul balcone-terrazzo.
“Gigante di Napoli” (figura 3): medio-precoce. Foglia verde brillante. “Prezzemolo comune 2” (figura 4): rustico, precoce. Resistente ai geli. E’ il più aromatico e profumato. Il periodo di semina va da febbraio a ottobre, luglio escluso. Si semina direttamente a dimora a spaglio o a file. La quantità di seme occorrente è di g 70-80 per m2 100 di terreno. Le distanze sono 25-30 cm tra le file e 3-5 cm. lungo le file. Si raccoglie recidendo le foglie al piede. E’ una varietà coltivabile sul balcone o sul terrazzo.
“Nano riccio verde scuro” (figura 5): portamento nano. Foglie crespe, finemente dentellate, di ottimo aroma.
“Titan” (figura 6): liscio, profumatissimo. La taglia delle piante è media, con foglie di colore verde molto scuro. Titan ricresce molto velocemente dopo il taglio.
“Genovese” (figura 7): precoce. Foglia verde scuro, aromatico.
Prezzemolo a “Radice” (figura 7): appartiene alla varietà botanica Petroselinum sativum var. tuberosum ed ha una radice fittonante, molto aromatica.

Figura 2 - “Comune Gigante d’Italia”.

Figura 3 - “Gigante di Napoli”.

Figura 4 - “Prezzemolo comune 2”.

Figura 5 – Prezzemolo “Nano riccio verde scuro”.

Figura 6 – Prezzemolo “Titan”.

Figura 7 – Prezzemolo “Genovese”.


Figura 8 – Prezzemolo “Radice”.



Terreno e Tecniche Colturali
Il terreno maggiormente adatto per la coltivazione del prezzemolo deve essere fertile e ben drenato (anche questa pianta non gradisce i ristagni idrici), leggero ed a pH sub-acido, se troppo compatto prima di seminare andrà lavorato.
Il prezzemolo si moltiplica tramite seme. Un metodo che abbiamo spiegato già altre volte utile per rendere più rapida la germinazione dei semi è quello di porli in acqua calda per una notte intera prima dell’operazione di semina. La semina può essere fatta in diversi periodi: ad esempio se volete cogliere il prezzemolo in estate, la semina andrà fatta in gennaio- febbraio se in zona coperta, a marzo-aprile se in vaso o nel terreno. Per la raccolta nel periodo autunnale, la semina andrà fatta in maggio-giugno, mentre per la raccolta nel periodo primaverile si procederà con la semina in settembre-ottobre in luogo coperto.
Per quanto riguarda la semina in pieno campo, essa andrà eseguita a mano spargendo i semi in modo uniforme nella quantità di circa 15-20 chilogrammi di semi ogni ettaro. Per la semina in contenitore o vaso, i semi vanno posizionati a file parallele sull’apposito terriccio e interrati di circa uno-due centimetri non di più e la temperatura nel luogo dove sarà posizionato il suddetto contenitore dovrà essere di circa 20-25 °C. Come detto per moltissime altre coltivazioni, a questo punto si dovrà far attenzione a mantenere il terriccio sempre della giusta umidità. Fatta la semina si procederà con la copertura del contenitore con della plastica al fine di mantenere la giusta temperatura ed evitare che il terriccio diventi secco; alla comparsa dei primi germogli si toglierà la plastica e si posizionerà il prezzemolo in una zona più luminosa. Nel momento in cui le nuove piantine avranno raggiunto una grandezza sufficiente, saranno pronte per essere trapiantate. La coltivazione del prezzemolo non è affatto complicata, si consiglia quindi di provare ad effettuarla nel proprio orto o nel vaso per ottenere sicuramente dei risultati soddisfacenti ed poter sempre disporre di qualche foglia per insaporire i piatti e per essere più soddisfatti perché verrà dal frutto del proprio impegno.

Concimazione ed Irrigazione
Si apporterà della sostanza organica al terreno del prezzemolo solo nel caso in cui sarà coltivato come pianta a ciclo biennale. Soprattutto dalla stagione autunnale a quella primaverile, dopo la raccolta dei gambi, sarà opportuno innaffiare in modo regolare quasi ogni giorno per favorire la nuova crescita di foglie. Durante l’inverno il prezzemolo ha bisogno di un po’ meno acqua ma dovrà essere necessariamente coperto o posto in un luogo riparato in quando teme le temperature molto fredde.

Raccolta
La raccolta delle foglie si effettuerà quando le foglie saranno abbastanza sviluppate, andranno tagliate con il loro piccolo; gli steli del prezzemolo sono commestibili e vanno raccolti tagliandoli nella parte alta.
Dopo la raccolta le foglie vengono usate fresche oppure possono essere congelate. Un consiglio: come per quasi tutte le altre piante aromatiche, aggiungete il prezzemolo a fine cottura, cotto perde il suo pregevole aroma.

Malattie e Parassiti
Il prezzemolo può subire l’attacco di numerosi nemici e malattie che possono provocare danni più o meno gravi. Oltre a lumache e topi, questa pianta è vittima di un insetto molto dannoso: l’oziorrinco, un coleottero che attacca con le sue larve le radici del prezzemolo, mentre gli esemplari adulti si cibano delle foglie. I periodi di maggior attacco da parte di questo insetto sono primavera-estate e fine estate-autunno avanzato. Molto diffusi sono quelli denominati Cribricollis, Rugosustriatus, Sulcatus e Armatus.
Il prezzemolo viene infestato anche dagli afidi (Myzus persicae e Dysaphis spp che lo attaccano, formando sulle piante numerose delle colonie.
Un altro parassita animale dannoso per questa pianta è la mosca della carota (Psila rosae F.). Le larve di questa mosca attaccano le radici e formano di buchi o gallerie, con il passare del tempo il prezzemolo ingiallisce e infine secca.
I nematodi possono interessare la coltivazione di prezzemolo: si ricordano i nematodi galligeni Meloydogyne spp. ed i nematodi fogliari della specie Ditlylenchus dipsaci. Le malattie alle quali va più soggetto il prezzemolo sono:
Figura 9 - Picchiettatura batterica delle foglie di prezzemolo causata da Pseudomonas syringae pv apii(Jagger 1921) Young, Dye & Wilkie 1978 e da Pseudomonas marginalis (Brown 1918) Stevens 1925.

Figura 10 - Pseudomonas Migula, 1894, spp. che produce sintomi verso gli apici delle piante.

Figura 11 - Pseudomonas Migula, 1894, spp., sintomi che dagli apici della pianta si portano verso la base del fusto.

Figura 12 - Erwinia carotovora subsp. carotovora che porta ad una marcescenza deliquescente del cuore della pianta.




Tossicità
L’intera pianta ed i semi del prezzemolo sono tossici, i danni provocati da questo avvelenamento possono essere: abbassamento di pressione, successivo collasso e conseguente coma. Il veleno colpisce in modo particolare reni e fegato provocando la degenerazione del fegato e la necrosi delle cellule dei reni. Abbiamo voluto spiegare in breve la tossicità del prezzemolo, ma non bisogna preoccuparsi, l’uso classico nelle nostre cucine non provoca alcun danno quindi si può continuare tranquillamente ad usarlo per preparare gli ottimi piatti.

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