Porro

Sistematica del porro [Allium porrum (L.) J. Gay] sec. il sistema Cronquist
Superdominium/Superdominio: Biota
Dominium/Dominio: Eucariota Whittaker & Margulis,1978
Regnum/Regno: Plantae Haeckel, 1866
Subregnum/Sottoregno: Viridaeplantae Cavalier-Smith, 1998 (Piante verdi)
Superdivisio/Superdivisione: Spermatophyta Gustav Hegi, 1906 (Piante con semi)
Divisio/Divisione o Phylum: Tracheophyta Sinnott, 1935 ex Cavalier-Smith, 1998 -
Subdivisio/Sottodivisione: Magnoliophytina Frohne & U. Jensen ex Reveal, 1996
Classis/Classe: Liliopsida Brongn., 1843 (Monocotiledoni)
Subclassis/Sottoclasse: Liliidae J.H. Schaffn.,1911
SuperOrdo/SuperOrdine: Lilianae Takht., 1967
Ordo/Ordine: Amaryllidales Bromhead, 1840
Familia/Famiglia: Alliaceae J. Agardh, 1858
Subfamilia/Sottofamiglia: Allioideae Herb., 1837
Tribus/Tribù: Allieae Dumort., 1827
Subtribus/Sottotribù: Alliinae Parl, 1852
Genus/Genere: Allium L. 1753
Species/Specie: Allium porrum (L.) J. Gay


I sinonimi di questa specie sono:
Il porro è originario della regione mediterranea, probabilmente dal Vicino Oriente.
La sua coltivazione è di antichissima memoria ed era conosciuto dagli Egizi e dai Romani.
Il porro è una pianta da orto coltivata in tutta l’Italia e originaria della regione mediterranea, probabilmente dal Vicino Oriente. Di questa pianta si utilizza il fusto, costituito dalle guaine fogliari, strettamente sovrapposte le une alte altre. Si impiega crudo, come condimento, o cotto. Pianta biennale è coltivata come annuale.
Alta 40-80 cm, ha un apparato radicale fascicolato formato da numerosissime radici sottili che si originano da un fusto ridotto.
Nel fusto sono inserite anche le foglie lineari e lanceolate, strettamente sovrapposte le une alle altre nella porzione basale, e disposte in due serie opposte, sono di colore verde scuro o verde giallastro che sono portate raggruppate a formare una sorta di pseudo-fusto.
Nell’annata successiva a quella in cui viene effettuata la semina, si forma lo scapo fiorale alto fino a 80 cm portante all'estremità superiore un'infiorescenza a ombrella, globosa, formata da un numero molto elevato di fiori bianchi verdastri, rosa o lilla formati da tre pezzi e portati in infiorescenza. I semi sono piccoli, neri, angolosi.
Clima: gradisce i climi temperati, ma sopporta bene anche il freddo.
Terreno: il porro cresce bene nei terreni piuttosto leggeri e fertili.
Varietà: il “Lungo gigante d’inverno”, l’“Elefante”, il “Mostruoso di Carentan”, il “Genovese”, “Grosso Corto Mostruoso di Rouen”, “Grosso Corto d'Estate”, “Gigante d'Italia”. Avvicendamento: non deve seguire cavoli e patate. Non deve essere coltivato nuovamente sullo stesso orto prima che siano trascorsi almeno quattro anni dalla coltura precedente.
Consociazione: con cavoli, lattughe, finocchi, carote.
Semina e messa a dimora: la semina avviene in semenzaio a una profondità di pochi millimetri: a letto caldo in dicembre-gennaio o all'aperto da marzo a giugno, direttamente a dimora nell'orto da marzo a luglio.
Quando le piantine hanno formato la quarta-quinta foglia e il diametro del falso fusto e di circa 1 cm, si effettua il trapianto; questa operazione si compie dopo aver cimato leggermente le foglie, in giornate nuvolose o dopo il tramonto.
Il terreno si prepara mediante una vangatura profonda e con successive zappature. nel corso delle quali si somministrano 30/40 g/mq di concime complesso 6-12-9. Dopo il trapianto si effettuano alcune sarchiature e una rincalzatura innaffiando il terreno se secco.
Distanza fra le piante 15-20 cm sulla fila, e 25-30 cm fra le file.
Raccolta e conservazione: la raccolta si effettua in epoche diverse, a seconda del periodo nel quale sono avvenuti la semina e il trapianto; i periodi di raccolta cadono in estate, in autunno e in inverno. Il porro può essere conservato, in condizioni adatte, per periodi di tempo abbastanza lunghi. Prima di utilizzarlo si eliminano le foglie più esterne.
Concimazioni: Il letame maturo (4 g/m2) deve essere interrato in estate-autunno alla profondità di 30 cm. Nel corso della coltivazione si effettua anche una concimazione in copertura, con un quantitativo limitato di nitrato di calcio; è consigliabile non eccedere nella quantità di fertilizzanti azotati, in quanto, in questo caso, si otterrebbero porri poco conservabili.
Cure colturali: il terreno deve essere tenuto sempre libero da piante infestanti, effettuando ripetute sarchiature e scerbature.
Irrigazioni: Nei periodi in cui non piove è necessario annaffiare abbondantemente ma evitare i ristagni d'acqua.
Avversità: il cancro causa deformazioni e spaccature. La lotta si basa su trattamenti a base di poltiglia bordolese, per il resto le malattie e i parassiti sono simili a quelle dell'aglio e cipolla. La parte edule è rappresentata dalla parte terminale delle foglie (la parte bianca), mentre viene comunemente scartata la parte verde delle stesse foglie. Una specie affine l’Allium ampeloprasum var. kurrat chiamato comunemente “kurrat” è coltivato e diffuso in Egitto e Medio Oriente i viene largamente utilizzato nella cucina araba e maghrebina principalmente per le foglie. In Medicina Tradizionale Cinese e in macrobiotica il porro è considerato un alimento riscaldante.

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