Pomodoro



Sistematica del Pomodoro (Solanum lycopersicum L.) sec. il sistema Cronquist
Domain/Dominio: Eucariota (Eukaryota o Eukarya/Eucarioti)
Regnum/Regno: Plantae (Plants/Piante)
Subregnum/Sottoregno: Tracheobionta (Vascular plants/Piante vascolari)
Superdivisio/Superdivisione: Spermatophyta (Seed plants/Piante con semi)
Divisio/Divisione: Magnoliophyta Cronquist, 1996 (Flowering plants/Piante con fiori)
Subdivisio/Sottodivisione: Magnoliophytina Frohne & U. Jensen ex Reveal, 1996 (Flowering plants/Piante con fiori)
Classis/Classe: Rosopsida Batsch, 1788 (Dicotyledons/Dicotiledoni)
Subclassis/Sottoclasse Lamiidae Takht., 1993
Superorder/Superordine: Solananae R. Dahlgren., 1992
Order/Ordine: Solanales Dumort., 1829
Suborder/Sottordine: Solanineae Engl. 1898
Family/Famiglia: Solanaceae Juss., 1789
Subfamily/Sottofamiglia: Solanoideae Kostel, 1834
Tribus/Tribù: Solaninae Dunal in D.C., 1852
Subtribus/Sottotribù: Solaninae Dunal in D.C., 1852
Genere: Solanum L. (1753)
Specie: Solanum lycopersicum L. (1753)

Sistematica del Pomodoro (Solanum lycopersicum L.)sec. il sistema APG II
Regnum/Regno: Plantae (Plants/Piante)
Clade: Angiosperme
Clade: Eudicodiledoni
Clade: Angiosperme tricolpate
Clade: Nucleo delle tricolpate
Clade: Asteridi
Clade: Euasteridi I
Ordine: Solanales
Family/Famiglia: Solanaceae Juss., 1789
Genere: Solanum L. (1753)
Specie: Solanum melongena L. (1753)


Sistematica del pomodoro (Solanum lycopersicum L.) sec. il sistema APWebsite:

In rapporto alle tipologie indicate, sono ora rappresentati alcuni ibridi e varietà di pomodoro da orto, da tavola, da mensa, da consumo diretto, alcuni di essi utilizzabili anche per la trasformazione, preferibilmente realizzata in ambito familiare, ma anche industriale.


Raccolta meccanica del pomodoro da industria
La raccolta ormai viene fatta meccanicamente con l’utilizzo di macchine trainate o semoventi. La scelta del mezzo viene fatta in base ad alcuni fattori: l'organizzazione aziendale, la pedologia del terreno, la valutazione economica e la qualità del prodotto.
Di solito, le aziende di media ampiezza acquistano macchine trainate, mentre i controterzisti e le grandi aziende acquistano quelle semoventi.
In Italia sono presenti le principali ditte costruttrici di macchine da raccolta.
A partire dagli anni 70 si è andata sempre più diffondendosi la raccolta meccanica del pomodoro da industria. Le prime macchine effettivamente funzionali sono da ricondursi a Guaresi. Ovviamente si trattava di macchine trainate con cernita manuale del prodotto. Indicativamente occorrevano almeno 8 persone solo per la cernita. A questi vanno aggiunti l’autista del trattore che trainava la macchina. Devono passare ancora parecchi anni prima che facciano capolino le prime selezionatrici elettroniche, che permettevano di alleviare molto l’onere di monodopera per la cernita del prodotto. Questa è stato la vera innovazione che ha poi spinto alla realizzazione di macchine semoventi, permettendo rese molto più elevate ed in tempi fino ad ora impensabili.
In seguito il perfezionamento delle selezionatrici, l’abbinamento di più elementi ottici in linea, l’aggiunta di altri dispositivi elettronici per la gestione della macchina, hanno portato alle macchina attuali.
Funzionamento di una macchina raccoglitrice. Possiamo dividere il lavoro svolto dalla raccoglitrice in 3 grandi settori:
1) la raccolta della pianta e del prodotto dal suolo;
2) il distacco delle bacche dalla pianta;
3) la cernita del prodotto per l’allontanamento delle bacche verdi, marce e comunque del prodotto non conforme (compreso quindi foglie, terra, sassi, vegetazione).
La pianta viene raccolta dal pick up (in Italia principalmente è un pick up a denti, ma è possibile trovare in altre realtà modelli a falcetto o a dischi) e tramite un nastro trasportatore viene inviata al battitore. L'azione vibrante dei raggi porta al distacco delle bacche che per gravità cadono sul nastro, mentre un altro nastro porta la vegetazione residua nella parte posteriore della macchina, dove una ventola provvede ad allontanarla in senso opposto all’avanzamento. Il flusso d’aria generato colpisce la “cascata” di prodotto nel salto tra due nastri, eliminando così le foglie e la vegetazione che inevitabilmente si sono staccate durante la trebbiatura.
A questo punto il prodotto, tramite un nastro trasversale posteriore, subisce "un cambio di direzione" ritornando quindi in direzione anteriore. Viene quindi immesso sul nastro di pre-cernita dove, a seconda del numero di selettori elettronici, subirà una decisa pulitura. Successivamente al nastro cernita, il prodotto viene immesso sul nastro di cernita manuale dove 1-2 o più operatori (a seconda delle situazioni) affina la pulitura del prodotto. Generalmente è necessario un’operatore anche nella parte posteriore della macchina, prima della cernita, in modo che possa intercettare corpi estranei che potrebbero danneggiare la selezionatrice. A volte questo è il solo operatore, più ovviamente il conducente.
Affinchè la cernita sia efficace, il nastro di precernita deve essere perfettamente in piano. A seconda delle scelte costruttive delle varie case, possiamo avere un livellamento automatico del solo nastro, oppure dell'intera macchina. Nel primo caso il livellamento riguarda solo il verso trasversale, nel secondo sempre quello trasversale riferito però alla macchina intera. Quest’ultima scelta è stata ormai adottata da quasi tutti i costruttori ed alcuni propongono un'ulteriore bilanciamento longitudinale dei nastri di cernita. Il tutto allo scopo di mettere le selezionatrici nelle condizioni migliori per effettuare il loro lavoro.
La resa attuale di queste macchine si aggira tranquillamente sui 1000 q/ha. Infine, il nastro di scarico provvede a scaricare il pomodoro su bins o altri contenitori atti al trasporto. Questo è un punto critico della macchina. Si viene a creare un vero e proprio collo di bottiglia. Ovvero tutta la macchina è in grado di sostenere una certa resa, ma il nastro di scarico non è altrettanto performante, dovendo così rallentare la velocità di raccolta.
A tal proposito si sono cercate delle innovazioni che, applicate nelle macchine recenti hanno brillantemente risolto alcune problematiche. Essenzialmente il “pick-up elettronico” e lo “sterratore elettronico”. Il primo è un dispositivo che serve ad automatizzare la regolazione dell’altezza del pickup di raccolta. Sicuramente sulle macchine grosse, sia per la raccolta a fila singola, sia per la raccolta a fila binata, occorre puntare sulla velocità di raccolta. Con questo dispositivo è facile mantenere gli 8-9 Km/h. Il secondo è un accoppiata nastro e selezionatore elettronico per la sola separazione di terra e sassi.
Importanti sono alcune considerazioni su selezionatrici, sterratore e pickup elettronico. Nel caso delle selezionatrici, alcune case costruttrici offrono oggi la possibilità di montare fino a 3 elementi selezionatori. Questo fatto di dover montare sull macchina fino 3 selezionatori costringe a rivalutare le scelte agronomiche. Non si può ottenere una raccolta meccanica con una percentuale di verde tanto alta da dover richiedere una "forza selezionatrice" così elevata.
Nel caso dello sterratore quello proposto è presentato come la soluzione per la raccolta in caso di terreno bagnato. Questo è effettivamente un problema molto importante, ma si presenta solo in suoli argillosi. In presenza di tessiture pesanti lo sterratore non può essere di molta utilità. Infatti, l’intasamento delle stanghe dei nastri non è provocato da zolle di terra che risalgono i nastri della macchina, ma da continui apporti di terra e fango proveniente dalle radici delle piante sollevate dai denti del pick-up. Lo sterratore serve per le zolle, non per il fango. Inoltre è proposto come soluzione per i terreni sassosi, ma in un contesto attuale, moderno e razionale, andare a coltivare pomodoro su terreno sassoso, tale da rendere problematica la raccolta, non è la scelta ottimale.
Riguardo al “pickup elettronico”, questo è sicuramente utile sull’asciutto. Da valutare l’efficacia sul bagnato, anche se va detto che con l’ausilio dei rulli motorizzati sotto al pickup, in situazioni normali, diventa praticamente inutile. Forse sarebbe meglio curare meglio la sarchiatura e la sistemazione del terreno, piuttosto che incorrere in costosi e complicati sistemi elettronici.
Sono ora riportati alcuni modelli idonei per la raccolta meccanica del pomodoro:
La raccoglitrice MTS base è fornita di una selezionatrice elettronica Protec Color Sorter 2000 che viene costantemente migliorata nelle caratteristiche ottiche e nel software di gestione al fine di ottimizzare le modalità d’intervento del gruppo d’espulsione. Le raccoglitrici in base ai modelli montano selezionatrici a 30, 40, 50 canali. Queste apparecchiature possono vedere difetti e colori dei frutti, indipendentemente dal momento della giornata in cui si opera (soprattutto all’alba e al tramonto), grazie al sistema antiabbagliamento automatico ad integrazione digitale. Di questa macchina sono note alcune versioni: