Celery



Taxonomy of the Celery (Apium graveolens Linnaeus, 1753) according to Cronquist Sysyem
Superdominium/Superdomain: Biota
Dominium/SuperKingdom: Eukaryota
Regnum/Kingdom: Plantae
Subregnum/Subkingdom: Tracheobionta
Superdivisio/Superdivision: Spermatophyta
Divisio/Division: Magnoliophyta
Classis/Class: Magnoliopsida
Subclass/Subclass: Rosidae
Order: Apiales
Familia/Family: Apiaceae Lindl. 1863, o Umbelliferae
Subfamilia/Subfamily: Apioideae
Tribus/Tribe: Apieae
Genus: Apium Linnaeus, 1753
Species/Species: Apium graveolens L., 1753
Taxonomy of the Celery (Apium graveolens Linnaeus, 1753) according to APG System
Kingdom: Plantae
Clade: Angiosperm
Clade: Eudicots
Clade: Angiosperm tricolpate
Clade: Core tricolpate
Clade: Rosids
Clade: Eurosidi I
Ordo/Order: Apiales Nakai, 1930
Family:Apiaceae Lindl. 1863, o Umbelliferae
Genus: Apium Linnaeus, 1753
Species: Apium graveolens L., 1753



Diffusion and importance of the cultivation

The common names of the celery are:


E’ diffuso in quasi tutti gli Stati Uniti centro-meridionali ed in Europa. Il sedano è coltivato in Italia su circa 4’800 ha con una produzione di circa 125'000 t. Il nostro Paese è il maggiore produttore europeo (40% circa della produzione continentale) prima di Gran Bretagna, Spagna e Francia. Le produzioni si localizzano prevalentemente in Puglia (23% circa), Piemonte (19%), Lazio (10%), Veneto (6%) ed Emilia-Romagna (6%). In Umbria si stima sia coltivata una decina di ettari.
Il sedano è una pianta biennale coltivata per gli steli, o coste, imbianchiti. E' una pianta utilizzata in moltissime ricette gastronomiche per il suo gusto delicato ma caratteristico; essendo molto ricco di acqua è indicato anche in regimi dietetici, a patto ovviamente di non usarlo con il pinzimonio ;). Ci sono varietà di sedano a coste bianche e varietà a coste verdi e anche varietà di sedano da foglie o da erbucce con foglie piccole e molto aromatiche da consumare insieme alle coste, poco sviluppate.

Botanical characters
To the species Apium graveolens L. belong three botanical varieties having a different food use:
Tipo biologico: il sedano è pianta erbacea biologicamente a ciclo biennale, ma annuale in coltura.
Apparato radicale (figura 1): robusto, molto ramificato, per la maggior parte esplora il terreno fino ad una profondità di 0,4 m.
Stelo (figura 2): eretto, con internodi molto raccorciati.
Foglie (figura 3): erette, lunghe 0,40-0,60 m, costituite da un picciolo robusto, scanalato sul lato interno, pieno, carnoso, di colore verde, giallo o biancastro e da lamine fogliari pennatosette, a margine dentato-lobato, di colore verde lucente. Le foglie al centro, serrate intorno all’apice centrale, formano una struttura densa, eziolata, che costituisce la parte più fine dell’orticola, detta comunemente il “cuore” del sedano. La pianta possiede una tendenza naturale a emettere dei germogli ascellari che danneggiano la sua presentazione e possono quindi deprezzare il prodotto, particolarmente quello destinato all’industria.

Figura 1 – Apparato radicale.

Figura 2 – Fusto, foglie e fiori.

Figura 3 – Lamine fogliari.



Infiorescenza (figura 4): al secondo anno, dopo che il sedano ha subito un periodo di basse temperature dell’ordine di 5-7 °C (vernalizzazione), si ha la formazione di uno scapo fiorale, eretto, ramificato, cavo, solcato, alto 0,5-1 m, ramificato, portante ombrelle composte, quasi sessili, con 6-12 raggi. I fiori sono ermafroditi, piccoli, pentameri, con petali bianco-verdastri, con 5 stami, ovario infero, biloculare. La fioritura avviene in giugno-luglio. La specie presenta una spiccata proterandria e fecondazione incrociata (allogama). L’impollinazione è prevalentemente entomofila.
Frutto (figura 5): è un diachenio lungo 1-1,5 mm che matura in luglio-agosto. Il singolo achenio (“seme”) ha forma oblunga, colore bruno ed è caratterizzato, come in altre ombrellifere, da cinque costole sul lato superiore convesso; inoltre, sono presenti numerosi canali secretori che emettono sostanze aromatiche dall’odore caratteristico. Un achenio pesa circa 0,3-0,5 mg.

Figura 4 – Infiorescenze.

Figura 5 – Diacheni di sedano.



Composizione chimica e caratteristiche nutritive del sedano
Il sedano è molto ricco in acqua (90-96%) e con basso valore energetico (15-20 cal/100 g di parte edule). Ha un buon contenuto di sali minerali (particolarmente di potassio) e vitamine (B1, B2, B5, B6 e C).

Esigenze pedo-climatiche
Il sedano è una specie adatta ai climi temperati. Le esigenze termiche sono riportate in tabella 1. La germinazione è una fase molto delicata e difficile: in terreni freddi (semine precoci in campo) è molto lunga (15-20 giorni) e incompleta, mentre a temperature ottimali richiede circa una settimana; a temperature elevate (> 22 °C) ma all’oscurità (certe condizioni in vivaio) è ancora più lenta e incompleta perché c’è induzione di fotodormienza. La pianta è danneggiata da temperature prossime a 0 °C; ha uno zero di vegetazione intorno a 5°C e temperature ottimali tra 15 e 22 °C. La pianta è suscettibile alle alte temperature (> 30 °C) che ostacolano la crescita vegetativa e favoriscono la comparsa di fitopatie quali il “picciolo spugnoso” (“pithiness”) e il “cuore nero” (“black heart”). L’esposizione alle basse temperature (5-7 °C) induce la fioritura delle piante già al primo anno (pre-fioritura), mentre temperature di almeno 20 °C possono far ritornare allo stadio vegetativo le piante non completamente vernalizzate. Indipendentemente dalla sensibilità varietale all’induzione fiorale, la pre-fioritura è favorita anche da carenze nutritive, squilibri idrici, avversità parassitarie e inquinamento. La pre-fioritura è spesso favorevole alla formazione di germogli ascellari: questo è dovuto al fatto che probabilmente l’apice perde la sua dominanza. Di conseguenza non è raro trovare sul mercato, in maggio, del sedano prodotto in serra che presenta un inizio di sviluppo dello scapo fiorale e un certo numero di germogli, con ovvie ripercussioni negative sulla qualità del prodotto. Per tutti questi motivi la coltivazione del sedano è tipicamente primaverile-estiva, mentre quella in contro-stagione (autunnale, invernale o primaverile precoce) vede fortemente aumentati i rischi di pre-fioritura.

Tabella 1 - Esigenze termiche del sedano.
Fase e tipo di temperatura °C
Germinazione
minima
ottimale
Crescita
minima letale
base
ottimale
massima
Induzione fiorale

7
15-20

0
5
15-22
30
5-7


La disponibilità idrica è l’altro fattore produttivo fondamentale; per questo, durante il periodo primaverile-estivo, l’intervento irriguo risulta indispensabile. Maggiori informazioni sulle esigenze idriche ed irrigue sono fornite più avanti.
Il sedano si adatta a diversi tipi di terreno, ma le migliori produzioni si ottengono in quelli di medioimpasto, profondi, freschi, fertili, ricchi di sostanza organica, senza ristagni idrici, con pH tra 6 e 7.
Dovrebbero essere evitati sia i terreni fortemente argillosi, non strutturati, asfittici, sia quelli sabbiosi dove può essere soggetto a carenze idriche e nutrizionali. Il sedano non gradisce nemmeno terreni molto calcarei, ma è tollerante la salinità: fino ad una conducibilità elettrica dell’estratto di saturazione del terreno (ECe) di 1,8 mS/cm non risente effetti negativi, con ECe = 3,4 mS/cm si ha una riduzione della produzione del 10%, con ECe = 5,8 mS/cm si stima una riduzione della produzione del 25%, con ECe = 9,9 mS/cm del 50% e con ECe = 18 mS/cm la produzione è totalmente compromessa.

Avvicendamento
E' una tipica coltura da rinnovo a ciclo primaverile-estivo che non deve succedere a se stessa o ad altre ombrellifere e non deve ritornare sullo stesso terreno prima di almeno 2-3 anni. Per gli impianti estivi e produzioni autunnali, il frumento rappresenta un’ottima precessione.

Scelta varietale
La scelta della cultivar è uno dei punti cruciali per la buona riuscita della coltura dovendo soddisfare sia le esigenze di coltivazione sia quelle di mercato. Una buona cultivar di sedano deve avere le seguenti caratteristiche:
In commercio sono disponibili varietà ottenute per “libera impollinazione” (comunemente dette “varietà standard”) ed ibridi F1.
Gli ibridi presentano una maggiore potenzialità produttiva sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, una maggiore uniformità morfo-biologica, una maggiore resistenza alle malattie, ma, ovviamente, presentano dei costi della semente più elevati (indicativamente, un seme di un ibrido costa circa 30 volte quello di una varietà standard).
Le varietà coltivate si distinguono in due principali gruppi:
La lunghezza del ciclo varia mediamente da 80 a 150 giorni dal trapianto.
Un’altra distinzione dei sedani coltivati coltivati (tutti appartenenti alla specie Apium graveolens , di cui si è già detto all’inizio è la seguente: :

Figura 6 – Sedano da coste.



Figura 7 – Sedano da taglio.

Figura 8 – Sedano-rapa.



Segue una lista delle cultivar che è ovviamente indicativa, non esaustiva e, dato il rinnovo del panorama varietale, provvisoria:

Figura 9 – Sedano “dorato d’Asti”.



Tenendo in considerazione anche l’esistenza di un’interazione tra cultivar ed ambiente pedoclimatico è sempre bene fare riferimento a risultati sperimentali e/o aziendali ottenuti in condizioni simili a quelle di coltivazione.

Tecnica colturale
Preparazione del terreno
Tradizionalmente la preparazione dei terreni di medio-impasto o tendenzialmente argillosi prevede un’aratura alla profondità di circa 0,40 m; durante questa lavorazione principale può essere interrato il letame, se disponibile. La zollosità grossolana lasciata dall’aratura è ridotta con successive erpicature via via più leggere al fine di non rovinare lo strato strutturato superficiale. Tenendo conto del fatto che la coltura è normalmente trapiantata, una leggera zollosità è talvolta ininfluente. Al fine di realizzare consistenti contrazioni dei tempi di preparazione del terreno insieme con apprezzabili risparmi di combustibile, si può sostituire l’aratura profonda con una lavorazione a due strati. Questa tecnica consiste in una discissura a 0,35-0,40 m eseguita con ripper o chisel, seguita da un’aratura superficiale a 0,25-0,30 m oppure si può realizzare in un unico passaggio con aratro-ripuntatore che lavora alle stesse profondità sopra indicate.
Quando non dobbiamo interrare i concimi organici e vogliamo restringere al massimo i è possibile eseguire un’estirpatura a circa 0,25-0,35 m, seguita da erpicature per affinare la non eccessiva zollosità che è stata creata. Tale procedura può essere seguita ogni volta che abbiamo come precessione una coltura che lascia pochi residui facilmente gestibili.
A differenza di quanto descritto per i terreni tendenzialmente argillosi, i terreni limosi, che non possiedono una struttura stabile, e quelli ricchi di sabbia fina, che come i precedenti hanno la tendenza a compattarsi facilmente, devono essere lavorati a ridosso dell’impianto. Questo vale anche per i terreni ricchi di sabbia grossa che, pur non essendo soggetti a compattamento, possono essere facilmente lavorabili all’ultimo momento riducendo, così, anche i troppo intensi processi di mineralizzazione della sostanza organica interrata.
In caso di un terreno in posizione aperta, ricco e ben drenato, con pH 6,5-7,5 si può ricorrere ad un intervento localizzato di impianto del sedano. La tecnica è la coltivazione a fosse per cui il sedano è coltivato in fosse che vengono gradualmente riempite di terreno per imbianchire gli steli. Ci sono però anche varietà (generalmente a coste bianche) che imbianchiscono naturalmente senza bisogno di rincalzature, ma sono meno rustiche (quindi la loro stagione vegetativa è più breve). Richiedono meno lavoro e sono particolarmente adatte per i terreni pesanti in cui è difficoltoso scavare fosse, che poi potrebbero rimanere sature d'acqua, coi danni conseguenti di marciumi o attacchi di lumache. In febbraio-marzo si traccia un ampio solco, cioè una fossa ampia 35-40 cm e profonda 30 cm. Se si devono scavare più fosse, bisogna mantenere 80 cm di distanza tra l'una e l'altra. Con una forca si interra il letame al fondo della fossa in ragione di 8 kg/m2 e si ricopre di terra fino a 7-8 cm dal livello del terreno. La fossa così preparata resta fino al momento dell'impianto.

Semina
Se possibile, usare semi trattati conciati. In gennaio-febbraio seminare rado in vassoi pieni di composta da semina a 13-16 °C. Non coprire i vassoi e mantenerli umidi. I semi germinano in due-tre settimane. Picchettare i semenzali quando hanno due vere foglie in cassette piene di composta o di composta da vaso equivalente, mantenendo intervalli di 5-6 cm. Oppure piantare in vasi singoli di 7-8 cm. Acclimatarli gradualmente per poi trapiantarli in aprile-maggio. Oppure seminare all'aperto in marzo-aprile e trapiantare in giugno-luglio. Appena prima del trapianto interrare un fertilizzante generico a formula equilibrata in ragione di 70-100 g/m2 .

Impianto
Trapiantare tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, mettendo i semenzali a dimora a intervalli di 20-25 cm in due file sfalsate per ogni fossa, distanti 20-25 cm. Irrigare abbondantemente. Quando le piante sono alte circa 30 cm tagliare i getti laterali alla base e legare le coste con rafia o una corda morbida senza stringere, proprio sotto le foglie.
Come per tutti gli ortaggi da foglie è essenziale che l'irrigazione sia abbondante durante la stagione vegetativa. Se il clima è siccitoso, irrigare in ragione di 18 l/m2, oppure 10-20 giorni prima della rincalzatura finale irrigare in queste stesse proporzioni. Questo migliora notevolmente la qualità e il volume del raccolto.

Irrigation
Throughout the growing season is essential that irrigation is abundant. In case of dry climate must provide 18 liters of water per square meter every week.
Before concluding these brief remarks on irrigation, it is useful to express some of the concepts on the water for agricultural use.
Currently, about 3,600 km3 of freshwater are withdrawn for human use, the equivalent of 580 m3 per capita per year.
Estimated global water withdrawals (km3 per year, m3 per capita and as a percentage of total withdrawal) are reported in Table 2.

Table 2 - Estimated global water withdrawal (km3 per year, m3 per capita and as a percentage of total withdrawal).
Source / Years 1950 2000
Agriculture
Withdrawal
Per-capita
Percentage of total
1,100
437
79
2,500
436
69
Industries
Withdrawal
Per-capita
Percentage of total
200
79
14
750
131
21
Municipalities
Withdrawal
Per-capita
Percentage of total
100
40
7
350
61
10
Total
Withdrawal
Per-capita
Percentage of total
1,400
556
100
3,600
628
100
Note: All numbers are rounded.


The bar chart (Figure 10) shows that, in all regions except Europe and North America, agriculture is by far the biggest user of water, accounting worldwide for about 69% of all withdrawals, with domestic (municipal) use amounting to about 10 percent and industry using some 21%.

Figure 10 – Water withdrawals by region and by sector.


It is important to distinguish between water that is withdrawn and water that is actually consumed. Of the 3,600 km3 of water withdrawn annually, roughly half of it is consumed as a result of evaporation and transpiration from plants. Water that is abstracted but not consumed, by contrast, flows back over the surface to rivers or infiltrates the ground and is stored in aquifers. However this water is generally of a lower quality than the water that was withdrawn. Irrigation consumes much of the water it withdraws (often half or more) as a result of evaporation, incorporation into crops and transpiration from crops. The other half recharges groundwater or surface flows or is lost in unproductive evaporation.

Up to 90 percent of the water withdrawn for domestic use is returned to rivers and aquifers as wastewater. Industries typically consume only about 5 percent of the water they withdraw. Wastewater from domestic sewage systems and industries should be treated before it is released into rivers and possibly re-used but it is often heavily polluted.
Figures for water withdrawal in agriculture (Figure 11 and 12) do not include the direct use that is made of rainwater in rainfed agriculture. In fact, more food is produced from the direct use of rainwater than from the use of irrigation water - and even irrigated agriculture uses considerable rainwater.
These figures highlight the importance of agriculture in the challenge of making the Earth's available water serve the needs of its growing number of users.

Figure 11 – Water withdrawal and water consumption for the three main use sectors (2000).


Figure 12 – Area equipped for irrigation as a percentage of cultivated land (2000).


Map highlights countries (Figure 12) where irrigation plays an extremely important (category 5) and a major role(category 4) in agriculture. Irrigation is little used in northern temperate zones and in sub-Saharan Africa.
While much can be done to increase the crop/drop yield in rainfed agriculture, most of the attention currently focuses on irrigated agriculture which relies mainly on water that runs into rivers or is stored in aquifers. As the map above shows, many developing countries rely heavily on irrigation. In an FAO analysis of 93 developing countries, it was found that 18 of them use irrigated agriculture on more than 40% of their cultivated land; an additional 18 countries irrigate between 20 and 40% of their cultivated area (FAO, World Agriculture: Towards 2015/2030).
Inevitably, such an intensive use of water for agriculture can strain resources. The map below (Figure 13) shows that, 20 countries are in a critical condition in that more than 40% of their renewable water resources are used for withdrawals for agriculture. Countries could be defined as water stressed if they abstract more than 20% of their renewable water resources. By this definition, 36 of 159 countries (23%) were already water stressed in 2000.

Figure 13 – Agricultural water withdrawals as a percentage of total renewable water resources, 2000. Map showing where withdrawals for agriculture are critically high (category 5) and indicative of water stress (category 4).


Rincalzatura
Man mano che le piante crescono, a intervalli di tre settimane circa rincalzarne la base lasciando che le foglie spuntino dal terreno e facendo attenzione che non penetri terra nel cuore dei sedani. Rincalzare dopo che ha piovuto, quando il terreno è umido, mai quando è secco, perché le foglie fanno da ombrello e mantengono a lungo il terreno intorno alle radici secco o umido come era al momento della rincalzatura.

Raccolta
Dalla fine di agosto e per tutto l' inverno, secondo la varietà e il periodo d'impianto, con un trapiantatoio estrarre delicatamente le piante di sedano. Le radici possono penetrare molto in profondità, nel qual caso è meglio usare una forca. Quando il tempo è gelido riparare le piante con paglia o felci distribuite sul terreno.

Malattie e parassiti
Le larve della mosca dei sedani penetrano nelle foglie formando bolle brune. Staccare le foglie colpite e nebulizzare con dimetoato o tri-clorphon ai primi sintomi dell'infestazione. Anche le lumache possono dare problemi, soprattutto nei terreni pesanti, quindi distribuire intorno alle piante un prodotto antilimacidi in palline. La mosca della carota attacca le radici del sedano; immergere i semenzali prima del trapianto in una soluzione di diazinone.
La maculatura delle foglie del sedano può essere prevenuta usando semi trattati con ossicloruri di rame non appena si notano le macchie sulle foglie.
Table 3 shows a summary of the control management against the major biotic celery.

Table 3 – Major pests of celery, intervention criteria and any auxiliary to be used in biological control.
Avversità Interventi non chimici Principi attivi ed Ausiliari Note
e
limitazioni d’uso
Malattie fungine
Septoriosi (Septoria apicola)
  • scelta di varietà resistenti;
  • arieggiamento della serra;
  • rotazioni colturali;
  • sesti d’impianto non fitti;
  • sterilizzazione dei semenzai con vapore
Prodotti rameici - concia del seme con prodotti rameici, tenendo presente che dopo tre anni il seme è risanato;
- interventi di copertura ai primi sintomi sulle foglie con sali di rame.
Mal bianco o oidio (Erysiphe polygoni) - Interventi agronomici: ridurre la fittezza di semina per favorire l’arieggiamento. Zolfo in polvere Intervenire solo in caso di forti attacchi.
Cercosporiosi (Cercospora apii) - Interventi agronomici:
  • distruzione dei residui colturali infetti,
  • rotazioni colturali adeguate,
  • impiego di sementi sane.
Prodotti rameici - Concia del seme con prodotti rameici.
- Interventi di copertura ai primi sintomi sulle foglie con sali di rame; nella generalità dei casi sono sufficienti per il contenimento della fitopatia gli interventi effettuati contro la septoriosi.
Sclerotinia:
  • Sclerotinia sclerotiorum,
  • Sclerotinia minor
  • lunghe rotazioni a causa della persistenza degli sclerozi (da un minimo di 2 fino a 10 anni in condizioni ottimali);
  • curare molto bene lo sgrondo delle acque in eccesso anche per ridurre il tempo della rotazione;
  • eliminare le piante infette ai primi sintomi.
Nessun trattamento chimico.
Fitofagi animali
Mosca del sedano (Philophylla heraclei) Rotenone
Piretro
Intervenire solo in caso di forti attacchi in fase di post-trapianto
Afidi
Cavariella aegopodi,
Disaphis spp.)
- Interventi agronomici:
  • eliminazione delle piante infestanti adiacenti alle colture che possono fungere da serbatoio per i virus,
  • reti antiafidi ed antitripidi nelle colture protette,
  • concimazioni equilibrate,
  • eliminazione delle piante infestate.
Estratto di piretro In presenza di focolai eseguire trattamenti localizzati.
Mosca minatrice (Lyriomiza spp.) - Trappole cromotropiche gialle contro gli adulti (mass trapping);
- Interventi biologici: lanci di Diglyphus isaea contro le larve di 3a età da effettuarsi alla comparsa delle prime mine utilizzando 0,1-0,5 adulti per m2.
- Soglia: presenza di focolai d’infestazione.
Ausiliari: Diglyphus isaea
Emitteri:
  • Trialeurodes vaporariorum,
  • Bemisia tabaci
- Interventi agronomici: in coltura protetta reti alle aperture e mass-trapping
- Interventi biologici: lancio di ausiliari in coltura protetta
- Soglia: 20 adulti per trappola a settimana, rilevati con trappole cromotropiche gialle per il monitoraggio (1 ogni circa100 m2)
Ausiliari:
  • Encarsia (Encarsia formosa)
  • Beauveria bassiana
Farmaci: :
  • Piretrine naturali
  • Azadiractina
  • Buprofezin
  • Pimetrozine
Tripidi (Frankliniella occidentalis) - Interventi agronomici:
in coltura protetta reti antitripidi e mass-trapping
- Interventi biologici:
lanci di Orius laevigatus (1-2 predatori m2)
- Soglia: alla cattura di adulti sulle trappole cromotropiche azzurre.
Ausiliari:
  • Orius laevigatus,
  • Beauveria bassiana.
- Azadiractina
Consigliabile l’impiego di trappole cromotropiche azzurre per il monitoraggio (1 ogni circa 50 m2)
Ragnetto rosso (Tetranychus urticae) - Interventi biologici:lancio di fitoseidi (10-15 predatori a m2) in funzione del livello di infestazione
- Soglia: presenza.
- Soglia per interventi chimici: presenza di focolai di infestazione con foglie decolorate.
Fitoseide: (Phytoseiulus persimilis)
Farmaci:
  • Fenpiroximate (1)
  • Abamectina
  • Azociclotin
  • Fenazaquin
  • Exitiazox
  • Clofentezine
(1) Solo in pieno campo;i possibilmente localizzati;
Al massimo un intervento all’anno.
Nematodi galligeni (Meloidogiyne spp.) - Solarizzazione del suolo Nessun trattamento.


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